PERCORSI DI ALIMENTAZIONE

La consulenza alimentare naturopatica è lontana dai protocolli fissi. Ciascuno di noi è irrepetibile nella propria unità di corpo, mente e spirito quindi anche la consulenza alimentare deve rispettare questa unicità.

Per ciascuno di noi cambiano i ritmi di vita, le abitudini alimentari acquisite nel tempo, l’atteggiamento psicologico rispetto al cibo, le dinamiche familiari e sociali (strettamente connesse all’alimentazione). Il cambiamento che si cerca di introdurre nella quotidianità con la consulenza alimentare andrà considerato in base al singolo soggetto e a quella che è la sua realtà di partenza. Il cambiamento quindi non sarà un percorso drastico, ma un graduale adattamento e miglioramento della abitudini alimentari del singolo soggetto.

Percorsi: perché?

Perché parlare di percorsi? Perché una singola consulenza può essere di aiuto, ma un vero e proprio percorso permette di integrare i cambiamenti in modo stabile andando sempre più in profondità e accrescendo i risultati.

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Gli obiettivi di un percorso alimentare

  • impostare un’alimentazione sana e corretta
  • recuperare il peso forma
  • ripristinare livelli metabolici funzionali (accelerare o decelerare il metabolismo)
  • recuperare un equilibrio alimentare e di peso corporeo
  • ripristinare un buon rapporto psicologico con il cibo
  • introdurre abitudini salutari
  • portare cambiamenti stabili

I risultati stabili si ottengono gradualmente. Per questo si parla di percorso. I cambiamenti introdotti nella quotidianità del soggetto devono essere inseriti un passo alla volta e armonizzati con la realtà quotidiana del soggetto.

Il cambiamento richiede energia

Intraprendere un percorso alimentare salutare significa portare un cambiamento nella propria vita e nel proprio stile di vita. Il cambiamento richiede energia. Per questo è importante viverlo come un cammino, passo dopo passo, senza portare stravolgimenti troppo radicali che comporterebbero un eccessivo distanziamento dalla zona comfort.

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Detossinazione: che cos’è, come funziona e perché è importante

La detossinazione è il processo attraverso cui andiamo a liberarci di scorie e tossine accumulate nell’organismo

La vita quotidiana ci espone a tutta una serie di agenti inquinanti: l’aria carica di smog, cibi trattati chimicamente con pesticidi o altri prodotti tossici, prodotti per la cura della casa e del corpo con agenti chimici, situazioni stressogene che aumentano il flusso di pensieri negativi.

Tutti questi fattori e molti altri producono un accumulo di tossine nel nostro organismo che vanno a sovraccaricare i nostri organi interni. Ogni volta che le sostanze tossiche entrano nel nostro organismo attraverso l’alimentazione, la respirazione, i prodotti cosmetici, ecc… entrano in gioco i nostri organi emuntori.

Gli organi emuntori: quali sono e quale ruolo svolgono

Gli emuntori si dividono in primari e secondari.

Emuntori primari

  • fegato-cistifellea
  • intestino
  • rene

Sono loro gli attori della detossinazione: hanno il compito, infatti, di espellere le sostanze nocive per il nostro organismo. Quando il sovraccarico di tossine si fa eccessivo, questi organi incontrano difficoltà nello svolgere la loro funzione.
Quando raggiungono il livello di saturazione, intervengono gli emuntori secondari.

Gli emuntori secondari

  • polmoni
  • ghiandole lacrimali
  • ghiandole salivari
  • ghiandole sebacee
  • ghiandole sudoripare

Problemi respiratori, eccessiva salivazione, sudore acre, acne ecc… sono tutti sintomi di un organismo in sovraccarico di tossine. 

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Come funziona il lavoro di detossinazione

Una buona detossinazione prevede l’impostazione di un’alimentazione sana ed equilibrata e possibilmente personalizzata, la frequentazione di sauna e bagno turco per aumentare la sudorazione, sedute di grotta di sale per lavorare sui polmoni, attività sportiva per espellere tossine attraverso il sudore, ma anche per scaricare la tensione, yoga per riequilibrare lo stato psico-fisico-emotivo, meditazione e tecniche energetiche (es. reiki) per favorire il drenaggio dei pensieri, massaggi e riflessologie per favorire il drenaggio fisico.

La detossinazione è un lavoro che va svolto sia a livello fisico che psichico-spirituale: i pensieri e le emozioni producono reazioni neurochimiche nel nostro organismo, aumentando o diminuendo il nostro livello di intossicazione a seconda dell’aumento o riduzione degli stati stressogeni. 


Questi sono i suggerimenti generici rispetto al processo di detossinazione da mettere in atto. Andranno poi declinati e adattati al singolo soggetto in base alla sua predisposizione innata alle sue caratteristiche, che in naturopatia vengono definite di “terreno”.
Per questo è importante rivolgersi ad un professionista per scegliere la metodologia che meglio si adatta alle nostre esigenze e al nostro organismo.

Perché svolgere un lavoro di detossinazione

Rilasciare tossine dall’organismo porta una serie di benefici:

  • attiva il metabolismo
  • ci libera dalle scorie in eccesso
  • riduce il rischio di malattie e aumenta la conservazione dello stato di salute
  • rende maggiormente efficaci gli interventi finalizzati riportare equilibrio (consigli erboristici, floriterapici, ecc…)

CAFFÈ: LUCI E OMBRE SULLA BEVANDA PIU’ AMATA DAGLI ITALIANI

Il caffè è una tradizione italiana consolidata. È il pretesto per incontrare gli amici, rende acute le menti che si incontrano per progetti o per stipulare contratti, diventa il testimone di incontri galanti, a Napoli è “sospeso” in omaggio a chi non può permettersi di pagarlo, si leggono i suoi fondi per indovinare quale sarà il futuro in un alone scuro e misterioso come questa bevanda.
Sospendiamo le indagini sui lati più affascinanti che consegniamo al mistero e alla poesia e andiamo a fare un po’ di luce su benefici e controindicazioni.Quali sono le proprietà del caffè anzi della caffeina?

  1. è stimolante e tonico dell’attività cardiaca e del sistema nervoso: contrasta la sonnolenza e favorisce l’aumento dell’attività cardiaca- circolatoria
  2. stimola la secrezione di succhi gastrici e l’attività biliare: per questo è considerato digestivo
  3. effetto lipolitico: stimola l’utilizzo dei grassi a scopo energetico e di termogenesi, favorendo il dimagrimento

Attenzione: il caffè può trasformarsi in un anoressizzante. Grandi quantità di caffeina, infatti, riducono l’appetito.
Queste caratteristiche sono da tenere presente in particolar modo per chi presenta delle problematiche:

  • in caso di gastrite, ulcero o reflusso gastrico il caffè sarebbe da evitare proprio perchè va da stimolare l’attività gastrica già eccessivamente attiva in chi soffre di questi disturbi
  • Ipertensione, insonnia e vampate di calore potrebbero essere accresciute dagli effetti tonico stimolanti. Un eccessivo consumo di caffeina può generare tachicardia, sbalzi di pressione e tremori anche in soggetti sani
  • l’effetto lipolitico svanisce se dolcifichiamo o macchiamo il caffè
  • il consumo di caffeina inibisce l’assimilazione di calcio e ferro per questo è bene moderarlo

Il limite massimo di assunzione giornaliera è di 300 milligrammi che equivalgono a 5 espressi (60 mg) o a 3 tazzine abbondanti della moka (85 mg).
La caffeina non è l’unico componente di questa bevanda. Sono state individuate sostanze antimutagene, antiossidanti e antiinfiammatorie, ma la loro quantità non giustifica un abbondante consumo di caffè.È inoltre da tenere presente che la caffeina non si trova soltanto nel caffè ma anche nella cioccolata, nel tè e in molte altre sostanze vegetali. Per questo il consumo giornaliero di caffeina andrebbe ridotto a 3 espressi al giorno per donne e uomini con corporatura esile e a 4 espressi per soggetti con corporatura più massiccia.

Frullati&estratti: gli alleati del nostro benessere

L’ideale sarebbe dedicare ai pasti la giusta importanza: un’attenta preparazione e un tempo adeguato e di qualità in cui consumarli.

L’attenta preparazione

L’attenta preparazione significa essere completamente presenti quando si cucina, portare attenzione ad ogni singolo gesto, oltre che, ovviamente agli ingredienti che dovranno essere di qualità e a favore del nostro benessere.

La consumazione del pasto

La consumazione del pasto i pasti andrebbero consumati a televisione spenta, in buona compagnia, se possibile (a volte la compagnia di se stessi è la migliore), con attenzione ai sapori, ai movimenti, alle sensazioni che il cibo e l’atto del mangiare ci procurano.
Spesso questo non è possibile, soprattutto a pranzo o comunque durante il pasto che per noi è quello più ravvicinato all’orario lavorativo. Il tempo stringe, gli impegni incalzano e l’azione del mangiare diventa la meno importante. Questo ovviamente incide sulla nostra salute e sui disturbi legati all’apparato digerente in particolare. Esistono però metodi per ovviare a questa carenza di tempo come per esempio frullati ed estratti. Facilmente digeribili, preparati con elementi vegetali, apportano una buona quantità di idratazione e un integrazione di vitamine e minerali.

Differenze tra frullati ed estratti


Nei frullati non avviene alcuna separazione: semplicemente frutta e verdura vengono sminuzzati in modo da essere più digeribili. Aumenta inoltre al biodisponibilità dei nutrienti, ma bisogna essere attenti a non far surriscaldare il preparato, affinchè rimangano intatti. Per favorire il processo va aggiunta acqua o latte vegetale (che lo trasformerà in uno smoothies) oppure yogurt.
Negli estratti, avviene, invece, una separazione tra le fibre e la parte “liquida” dell’ortaggio o del frutto. Quello che ne risulta è una bevanda ad alto contenuto di vitamine e minerali che saranno assorbiti con molta facilità dall’organismo. Vengono, però, eliminate le fibre che favoriscono il senso di sazietà, per cui se siete molto affamati, può essere meglio preferire i frullati.

Quando usare estratti e frullati


Come già detto possono essere degli ottimi compagni in caso di emergenza, ma non dimentichiamo di dedicare il giusto tempo alla nostra alimentazione. Se un pasto deve essere leggero per mancanza di tempo, andiamo a compensare con gli altri pasti principali della giornata.
Estratti e frullati possono essere utilizzati anche per lavorare sul recupero del peso forma, ma devono essere inseriti all’interno di un percorso alimentare attento e bilanciato.