DETOX ED EMOZIONI

Le tossine che si accumulano nel nostro corpo derivano sì dall’alimentazione e dallo stile di vita, ma anche dai nostri stati interiori. I pensieri che facciamo (60 mila al giorno) e le emozioni che proviamo producono sostanze chimiche nel nostro corpo che possono contribuire all’intossicazione.


Nella medicina tradizionale cinese (ma anche in altre tradizioni) le emozioni sono collegate agli organi: il fegato alla rabbia, il cuore alla gioia, i reni alla paura, i polmoni alla tristezza, ecc…. Ogni volta che siamo in uno di questi stati andiamo a coinvolgere l’organo corrispondente.
Quando le nostre emozioni e i pensieri agganciati ad esse sono negativi, il nostro corpo registrerà un aumento di tossine in corrispondenza dell’organo ad esse associati, con conseguente aumento dell’acidosi.

Ecco perché in un percorso detox è importante tenere presente non soltanto le condizioni fisiche, ma anche quelle emotive. Quando le nostre emozioni sono in equilibrio e riusciamo a viverle e a lasciarle scorrere senza soffermarci, anche nel nostro organismo tutto fluisce meglio.
Le emozioni sono infatti collegate all’acqua quindi lavorare su di esse si ci aiuta a drenare l’organismo. Come fare? L’ideale è fare un lavoro congiunto sulla mente e sul corpo, ma anche l’intervento su una delle due parti darà i suoi frutti e aiuterà ad alleggerire il carico di tossine.

Trattamenti corpo

  • linfodrenaggio
  • riflessologia
    • plantare (in particolare il trattamento collegato all’elemento Acqua)
    • facciale
    • auricologia
  • massaggio Lemniskate
  • massaggio Californiano
  • percorso detox
  • Fiori di Bach

Tecniche per alleggerire lo spirito

  • Theta Healing
  • Reiki
  • Campane tibetane
  • Fiori di Bach

Lasciar fluire

Siamo unità di corpo, mente e spirito. Tutto ciò che accade alla mente accade al corpo e viceversa. Lasciar fluire, fare in modo che nulla si soffermi troppo a lungo da intossicarci fisicamente e mentalmente è fondamentale per evitare l’eccessivo accumulo di tossine.

Sport e naturopatia: proteine animali o vegetali?

Le proteine sono i mattoni fondamentali del nostro organismo. Sono coinvolte in diversi processi fondamentali quali:

  • riparazione di ossa e tessuti
  • lo sviluppo muscolare
  • la produzione di enzimi

A prescindere dall’attività fisica moderata, intensa, agnonistica la scelta delle proteine da portare in tavola va sempre fatta con attenzione. Andiamo ad analizzare pro e contro delle due scelte.

Proteine animali

Le proteine animali sono considerate “nobili” perché contengono al loro interno tutti gli aminoacidi essenziali che il nostro organismo non riesce a produrre da solo e che deve introdurre con l’alimentazione (sono fonti di amminoacidi essenziali anche quinoa e grano saraceno).

Va considerato, però, il processo digestivo. Il nostro organismo impiega da 1 a 2 ore nel digerire le proteine animali, assimilando il 40% degli amminoacidi e producendo 60% di scarti metabolici azotati che fegato e reni con conseguente rischio di sovraccarico di questi organi emuntori. Un accumulo eccessivo di composti azotati può produce infiammazione nel corpo che si traduce in disagi di vario tipo, tra cui quelle osteo-articolari, acerrime nemiche degli sportivi, perchè inficiano l’attività e la resa.

Consulenza alimentare
consigli alimentari

Proteine vegetali

Le principali fonti sono i legumi (ma sono contenute in parte anche nei cereali e nei semi oleosi).  Rispetto alle proteine animali non contengono tutti gli aminoacidi essenziali, ma questo problema può essere ovviato  da un’alimentazione bilanciata, in cui vengono integrati nelle giuste quantità legumi, cereali integrali e semi. Indispensabile, sempre, per un’alimentazione salutare, integrare frutta e verdura in porzioni abbondanti nella propria routine alimentare quotidiana.

Per chi si orienta verso una scelta vegetariana, il vantaggio sta nella minore difficoltà digestiva e nella riduzione di carico sugli organi emuntori. Inoltre le fibre contenute nelle proteine di origine vegetale favoriscono un ottimo transito intestinale e aiutano a mantenere quest’organo centrale in equilibrio.

A meno di scelte di vita, regimi dietetici temporanei o problematiche di salute, è bene optare per una dieta varia, bilanciando bene gli alimenti.

PS. I contenuti di questo articolo sono illustrativi e non si sostituiscono al parere medico.

Il Burlesque come forma di crescita personale: intervista a Carmilla Lux alias Mara Scagli

Ciao Mara, raccontaci di te…

Ciao, sono Carmilla Lux, alter-ego dell’umana Mara Scagli. Sono un personaggio del pluriforme e variopinto mondo del Burlesque. Gli artisti che vi accedono, decidono di abbandonare i panni (in questo caso in maniera letterale!) dell’etichetta sociale, per addentrarsi in un Regno sconfinato. Qui è (quasi) tutto concesso. Certo, ci sono regole da rispettare, ma che hanno altri parametri. Il mondo del Burlesque è creato e ampliato dalla fantasia dei suoi abitanti: ogni volta che l’artista crea, si espandono i suoi confini e questo Regno assume una nuova conformazione. 

Che cos’è il Burlesque? Raccontaci qualcosa di più

È un genere di spettacolo che si dice sia nato nell’Inghilterra Vittoriana; altri autorevoli pareri ne concepiscono le origini ancora più indietro nel tempo, ossia contemporaneamente al Vaudeville di fine XVIII secolo. Il Burlesque, comunque, si sviluppa autonomamente, raggiungendo sue peculiarità per determinarsi come genere: canzoni maliziose e satiriche, balletti e un velato pizzico di erotismo scherzoso, la cui ironia si riversava contro la classe dirigente. Durante gli anni della cosiddetta Golden Age, tra gli anni ’40 e ’50, lo spettacolo diventa soprattutto un genere di intrattenimento intrigante e sensuale, sempre provocante e talvolta provocatorio dove la nudità (mai integrale) si oppone al grigiore dell’etichetta e della quotidianità per trasportare lo spettatore al di fuori della propria monotonia, seppur per pochi minuti.

Negli anni ’60 quasi scompare: è un genere troppo leggero, delicato e il mondo, per affrontare la nuova Era che avanza, ha bisogno di tinte decisamente più forti. Quando il Burlesque, dopo circa trent’anni di assenza, negli anni ‘90 si riaffaccia sotto forma di neo-Burlesque negli Stati Uniti (in Italia abbiamo dovuto aspettare ancora un decennio), ha acquisito però anche un nuovo aspetto. Le nuove mode e costumi sociali lo hanno naturalmente influenzato; di fatto diventa un’arte che guarda alla Terra e la commenta, la celebra, ne fa la parodia. Perché, in tutti i suoi aspetti variegati, questo fa l’arte: trasforma in bellezza la Natura. E non mi riferisco solo alla bellezza sensibile, ma uso questa parola in un senso più ampio di virtù e sincerità. Il Burlesque è quindi sia una disciplina che ci piace definire “vintage”, sia incredibilmente contemporanea.

Il Burlesque può aiutarci nella nostra crescita personale?

Oggi si parla di Burlesque anche come di “Burlesque terapia” ossia un percorso non necessariamente professionale che attraverso quest’arte aiuta chi lo percorre a migliorare la propria autostima e, attraverso questa, la propria qualità della vita. Infatti sono molteplici i motivi che portano una persona ad iscriversi ad un corso di questo tipo. Quasi sempre quello che accomuna le persone che si approcciano ad un laboratorio di Burlesque, è la ricerca di un contatto più intimo con se stessi, un modo per esplorare aspetti sopiti o mai maturati della propria personalità. Intanto, come traspare da ciò che ho detto prima, ironia e sensualità sono i due aspetti peculiari del Burlesque… E un loro studio approfondito incide notevolmente anche sulla percezione di noi stessi. Inoltre, se dovessi descrivere il burlesque con una parola, probabilmente userei “Teasing” (letteralmente “stuzzicare, provocare”). Questo perché la provocazione prevede il prendersi il rischio di un’azione che si riversa su un’altra persona (o su un’intera platea), aiutando chi la compie a forare la sfera di eccesiva timidezza e pudore che la circonda e dandole la possibilità di lasciarsi guardare. Ci vuole coraggio, bisogna prendersi il rischio, e secondo me è anche una bella metafora del modo di affrontare la vita. 

 5 motivi per iscriversi a un corso di Burlesque

Come sempre quando ci si affaccia alla soglia dell’arte bisogna capire se si vuole affrontare questo percorso con l’obbiettivo di crescita personale o professionale. Prendendo in considerazione solo il primo caso, direi:

Imparare ad amare e ad accettare il proprio corpo perché il motto è “ogni corpo è Burlesque”. Non esiste un modello al quale doversi assoggettare, perché ogni corpo va celebrato in quanto tempio sacro di noi stessi.

– intraprendere un’attività che richiede disciplina, tonicità, eleganza, armoniosità, ascolto e pazienza e quindi lavorare su tali aspetti.

– sviluppare e presentare al mondo la “migliore forma di sé”, estetica e comportamentale qualunque essa sia.

– lavorare sulla “presenza”, scenica, ma anche nella vita di tutti i giorni; imparar a sostenere lo sguardo, e a lasciarsi guardare godendone, a “lasciarsi andare” pur restando vigili.

– espandere i propri rapporti interpersonali: le amicizie che ho visto nascere e consolidarsi in questi anni le ho sempre percepite come autentiche e importanti.

Si può iniziare anche adesso, stando a casa?

Stiamo parlando di un’arte dello spettacolo, per antonomasia quanto più di effimero e legato al presente. È un’arte che si pone in essere con l’azione, determinante è la presenza degli altri. Non si può a mio avviso parlare di arte senza queste condizioni… Però se si è interessati a intraprendere questo percorso ci si può documentare in attesa di iniziarlo, che è sempre il modo migliore secondo me. Libri, film, documentari, e soprattutto visione di spettacoli che grazie al web trovate a migliaia. D’altronde il tempo è sempre un prezioso alleato per la crescita personale e artistica.

Narciso: mito, psicologia, simbologia, proprietà fitoterapiche

Sempre più spesso si sente parlare di narcisismo. Andiamo a scoprire di più sul fiore da cui è stato coniato questo termine. 

Il mito

Celebre la leggenda di Narciso narrata da Ovidio: il giovane di bell’aspetto che si innamorò della sua stessa immagine riflessa e si consumò nel rimirarla.

Narciso non era capace di rivolgere amore verso nessuno, tant’era forte l’amore per se stesso. Questo suo atteggiamento lo portava a compiere gesti spietati e ad utilizzare gli altri per i propri scopi.

Un giorno accadde che si innamorò di lui la ninfa Eco, condannata da Era a ripetere sempre le ultime parole dei discorsi. La ninfa l’aveva intrattenuta e distratta allo scopo di coprire i tradimenti di Zeus e per questo era stata punita. Quando incontrò il giovane Narciso, non potendo rivolgergli la parola, la bella Eco protese le sue braccia verso di lui con teneri intenti, ma venne rifiutata. Spinta dalla vergogna si rintanò nel folto del bosco con l’unico pensiero del suo amato e lì, dimentica di se stessa, si consumò fino alla morte. Di lei non restò che la sua voce nel vento.

Gli dei decisero di punire Narciso per la sua arroganza e freddezza inviando Nemesi, dea della vendetta, che lancio su di lui un maleficio che lo fece innamorare della sua immagine riflessa nello specchio dell’acqua.

Il giovane, con il  cuore colmo d’amore, si affannava a cercare di abbracciare, accarezzare, toccare quello splendida illusione della propria immagine, ovviamente senza successo. Anche lui si dimenticò di se stesso e perì di stenti. Narra la leggenda che quando le Naiadi e le Driadi andarono a recuperare il suo corpo per la pira funebre, trovarono al suo posto il fiore che oggi porta il suo nome.

Psicologia

Da questo triste mito, nasce il termine psicologico Narcisismo.

Con questo termine si indicano la tendenza e l’atteggiamento psicologico dell’individuo a fare di sé stesso, della propria persona, delle proprie qualità fisiche e intellettuali, il centro esclusivo e più importante del proprio interesse e l’oggetto un ammirato autocompiacimento.
Il narcisista resta più o meno indifferente agli altri, di cui ignora o disprezza il valore e le opere.
Il termine fu coniato dallo psichiatra tedesco H. Ellis (1859-1939) nel 1898 in ambito sessuologico e indicava un atteggiamento patologico della vita sessuale, per cui il soggetto gode nell’ammirare il proprio corpo, cioè tratta il proprio corpo come oggetto sessuale, come fonte di desiderio e di piacere, come il giovanetto Narciso nel mito greco.

Attualmente, in psichiatria, è classificato tra i disturbi di personalità (disturbo narcisistico di personalità) e si caratterizza per la tendenza del soggetto a esagerare le proprie capacità e i propri talenti, ad essere costantemente assorbito da fantasie di successo illimitato e a manifestare un bisogno quasi esibizionistico di attenzione e di ammirazione. Incapaci di riconoscere e percepire i sentimenti degli altri, tendono a sfruttare il prossimo per raggiungere i propri scopi o per poter ingrandire sé stesse.

Significato del fiore

Gli antichi romani lo consideravano il simbolo dell’aldilà e avevano l’usanza di piantarli sulle tombe dei defunti.
Nella cultura celtica era simbolo di purezza. Si riteneva che il Narciso fosse capace di assorbire i pensieri negativi e malvagi di tutta l’umanità. Questo spiegava perché nel tempo fosse diventato un fiore velenoso.
Nell’antica cultura ebraica è associato alle caratteristiche di bellezza e fertilità della donna.
Nell’iconografia cristiana è simbolo della rinascita dopo la morte associato poi alla Pasqua.
In Cina è simbolo di fortuna e prosperità per l’anno nuovo, poiché la sua fioritura corrisponde proprio al periodo del Capodanno cinese. E’ un regalo molto gradito nel caso di un nuovo lavoro o se si sta cercando di avere più fortuna nella vita.

Proprietà

Il Narciso ha proprietà analgesiche, antispasmodiche, emetiche, anticonvulsive, febbrifughe e antipiretiche. Il fiore e il bulbo, ancora, servono anche per il trattamento di ascessi, mastiti, foruncoli. Attualmente manca una letteratura scientifica che dia ulteriori certezze riguardo alle sue proprietà, a parte la tossicità della narcisina.


CAFFÈ: LUCI E OMBRE SULLA BEVANDA PIU’ AMATA DAGLI ITALIANI

Il caffè è una tradizione italiana consolidata. È il pretesto per incontrare gli amici, rende acute le menti che si incontrano per progetti o per stipulare contratti, diventa il testimone di incontri galanti, a Napoli è “sospeso” in omaggio a chi non può permettersi di pagarlo, si leggono i suoi fondi per indovinare quale sarà il futuro in un alone scuro e misterioso come questa bevanda.
Sospendiamo le indagini sui lati più affascinanti che consegniamo al mistero e alla poesia e andiamo a fare un po’ di luce su benefici e controindicazioni.Quali sono le proprietà del caffè anzi della caffeina?

  1. è stimolante e tonico dell’attività cardiaca e del sistema nervoso: contrasta la sonnolenza e favorisce l’aumento dell’attività cardiaca- circolatoria
  2. stimola la secrezione di succhi gastrici e l’attività biliare: per questo è considerato digestivo
  3. effetto lipolitico: stimola l’utilizzo dei grassi a scopo energetico e di termogenesi, favorendo il dimagrimento

Attenzione: il caffè può trasformarsi in un anoressizzante. Grandi quantità di caffeina, infatti, riducono l’appetito.
Queste caratteristiche sono da tenere presente in particolar modo per chi presenta delle problematiche:

  • in caso di gastrite, ulcero o reflusso gastrico il caffè sarebbe da evitare proprio perchè va da stimolare l’attività gastrica già eccessivamente attiva in chi soffre di questi disturbi
  • Ipertensione, insonnia e vampate di calore potrebbero essere accresciute dagli effetti tonico stimolanti. Un eccessivo consumo di caffeina può generare tachicardia, sbalzi di pressione e tremori anche in soggetti sani
  • l’effetto lipolitico svanisce se dolcifichiamo o macchiamo il caffè
  • il consumo di caffeina inibisce l’assimilazione di calcio e ferro per questo è bene moderarlo

Il limite massimo di assunzione giornaliera è di 300 milligrammi che equivalgono a 5 espressi (60 mg) o a 3 tazzine abbondanti della moka (85 mg).
La caffeina non è l’unico componente di questa bevanda. Sono state individuate sostanze antimutagene, antiossidanti e antiinfiammatorie, ma la loro quantità non giustifica un abbondante consumo di caffè.È inoltre da tenere presente che la caffeina non si trova soltanto nel caffè ma anche nella cioccolata, nel tè e in molte altre sostanze vegetali. Per questo il consumo giornaliero di caffeina andrebbe ridotto a 3 espressi al giorno per donne e uomini con corporatura esile e a 4 espressi per soggetti con corporatura più massiccia.

Frullati&estratti: gli alleati del nostro benessere

L’ideale sarebbe dedicare ai pasti la giusta importanza: un’attenta preparazione e un tempo adeguato e di qualità in cui consumarli.

L’attenta preparazione

L’attenta preparazione significa essere completamente presenti quando si cucina, portare attenzione ad ogni singolo gesto, oltre che, ovviamente agli ingredienti che dovranno essere di qualità e a favore del nostro benessere.

La consumazione del pasto

La consumazione del pasto i pasti andrebbero consumati a televisione spenta, in buona compagnia, se possibile (a volte la compagnia di se stessi è la migliore), con attenzione ai sapori, ai movimenti, alle sensazioni che il cibo e l’atto del mangiare ci procurano.
Spesso questo non è possibile, soprattutto a pranzo o comunque durante il pasto che per noi è quello più ravvicinato all’orario lavorativo. Il tempo stringe, gli impegni incalzano e l’azione del mangiare diventa la meno importante. Questo ovviamente incide sulla nostra salute e sui disturbi legati all’apparato digerente in particolare. Esistono però metodi per ovviare a questa carenza di tempo come per esempio frullati ed estratti. Facilmente digeribili, preparati con elementi vegetali, apportano una buona quantità di idratazione e un integrazione di vitamine e minerali.

Differenze tra frullati ed estratti


Nei frullati non avviene alcuna separazione: semplicemente frutta e verdura vengono sminuzzati in modo da essere più digeribili. Aumenta inoltre al biodisponibilità dei nutrienti, ma bisogna essere attenti a non far surriscaldare il preparato, affinchè rimangano intatti. Per favorire il processo va aggiunta acqua o latte vegetale (che lo trasformerà in uno smoothies) oppure yogurt.
Negli estratti, avviene, invece, una separazione tra le fibre e la parte “liquida” dell’ortaggio o del frutto. Quello che ne risulta è una bevanda ad alto contenuto di vitamine e minerali che saranno assorbiti con molta facilità dall’organismo. Vengono, però, eliminate le fibre che favoriscono il senso di sazietà, per cui se siete molto affamati, può essere meglio preferire i frullati.

Quando usare estratti e frullati


Come già detto possono essere degli ottimi compagni in caso di emergenza, ma non dimentichiamo di dedicare il giusto tempo alla nostra alimentazione. Se un pasto deve essere leggero per mancanza di tempo, andiamo a compensare con gli altri pasti principali della giornata.
Estratti e frullati possono essere utilizzati anche per lavorare sul recupero del peso forma, ma devono essere inseriti all’interno di un percorso alimentare attento e bilanciato.

RIFLESSOLOGIA PLANTARE

La finalità è riequilibrare l’energia all’interno del nostro corpo, inviando stimoli a organi e apparati.

La riflessologia plantare è una tecnica naturale che utilizza la digitopressione per promuovere il benessere psicofisico dell’individuo.

Sul piede è riflesso tutto il nostro corpo: l’intervento in determinate aree andiamo produce una reazione che per via riflessa nervosa raggiunge l’organo o la parte del corpo corrispondente.

La seduta

La seduta ha inizio con un’analisi del piede che permette di dare una valutazione di partenza che mette in luce gli squilibri su cui intervenire. Il dialogo e il confronto con il ricevente è indispensabile in una fase iniziale per comprendere su quali problematiche andare ad intervenire.

La durata della seduta può variare in base al percorso e alle modalità di trattamento scelte.

Benefici

  • Rilassamento: il sistema nervoso trae grande beneficio dalla riflessologia plantare, essendo il principale protagonista della seduta. Il piede è raggiunto da moltissime terminazioni che, stimolate, vanno a portare l’organismo in uno stato di parasimpaticotonia utile a riportare l’omeostasi. La conseguenza è un effetto relax estremamente piacevole (vedi riflessologia plantare ansia e stress).
  • Depurazione: la riflessologia plantare aiuta a disintossicare l’organismo. Il massaggio agisce anche sugli organi emuntori, deputati all’eliminazione delle tossine, stimolando e supportando la loro attività. Per questo la riflessologia plantare può essere un ottimo supporto in caso di dieta oppure obiettivi di dimagrimento.
  • Miglioramento di circolazione linfatica e sanguigna: la circolazione dei liquidi nel corpo può essere stimolata e migliorata con la stimolazione di alcune aree specifiche. A questo scopo la riflessologia può essere molto utile per drenare l’organismo e può essere di supporto ad altri massaggi specifici. L’obiettivo è quello di riportare un equilibrio più stabile.
  • Combattere i dolori:la riflessologia è molto indicata per trattare parti dolenti: non richiede un intervento direttamente sulla parte coinvolta, azione che talvolta può essere controproducente in caso di infiammazione in corso e risulta essere estremamente efficace. Essendo il dolore di natura nervosa, utilizzare un trattamento che agisce sul sistema nervoso ci aiuta a placare questa sensazione.
  • Riequilibrare l’energia:secondo le filosofie orientali il nostro corpo è attraversato dall’energia vitale che in alcune situazioni e punti può bloccarsi. La riflessologia plantare può ristabilire l’equilibrio in questo senso con grandi benefici per tutto l’organismo.

Di seguito alcune delle problematiche per cui può essere indicata la riflessologia plantare:

  • ·         Mal di testa
  • ·         Mal di schienae altri dolori
  • ·         Problemi gastro intestinali
  • ·         Asma e problemi respiratori
  • ·         Eczema e problemi dermatologici
  • ·         Ansia e stress
  • ·         Insonnia
  • ·         Problemi legati alla menopausa o in generale al ciclo femminile
  • ·         Può aiutare a smettere di fumare

Vibrazioni, armonia, benessere = salute

La vibrazione è da sempre associata alla creazione della materia e alla forza vitale che pervade l’universo. Questa visione affonda nella notte dei tempi: a partire dai Veda in Oriente, passando per Pitagora, San Giovanni per arrivare alle scoperte di Plank ed Einstein il leitmotiv è che tutto è energia e questa energia è vibrazione. Nell’antichità canti e preghiere erano considerati parte integrante della cura di malanni fisici e psicologici. Oggi la scienza riscopre tutto questo e lo indaga con i nuovi strumenti a sua disposizione, aprendo le porte a quella che viene chiamata medicina quantistica.

LA VIBRAZIONE INFLUENZA IL NOSTRO CORPO E LA NOSTRA SALUTE

Il Prof. Carlo Ventura, direttore del laboratorio di biologia molecolare e bioingegneria delle cellule staminali presso l’istituto di cardiologia dell’università di Bologna, lavorando in collaborazione con l’Università della California, afferma che le cellule vibrano (così come fa tutto l’universo) e producendo le giuste frequenze e facendole ascoltare alle cellule staminali, esse ricevono l’informazione per divenire cellule specifiche dei nostri organi. La vibrazione quindi ha il potere di innescare il benessere e la guarigione.

Ernst Chladni (1756-1827), padre della Cimatica, ha dimostrato scientificamente come le vibrazioni modificano la materia. Frequenze diverse inducono trasformazioni differenti nella materia (sabbia e acqua negli esperimenti della Cimatica), che si strutturerà in forme diverse. Dal momento che il nostro corpo è composto per almeno il 70% di acqua, le sue molecole reagiscono in maniera diversa a seconda della frequenza da cui sono attraversate.

La cimatica ha tradotto in termini scientifici la tradizione vedica che parla del suono creatore OM e la frase biblica “In principio era il Verbo” e la tesi di Pitagora secondo cui “la geometria delle forme è musica solidificata“. Le scoperte della cimatica spesso sono collegate agli studi di Masaru Emoto, scienziato giapponese celebre per aver fotografato i cristalli di acqua congelata mostrando come l’acqua è in grado di formare strutture cristalline armoniche o caotiche a seconda delle vibrazioni a cui è sottoposta.

Alcuni ricercatori, tra cui Fabien Maman, sostengono che le cellule cancerose e quelle sane conducano le frequenze sonore in modo diverso e che le frequenze stesse le possano influenzare. Seguendo i principi di Masaru Emoto è stata studiata l’acqua presente nei tessuti osservando che quella dei tessuti sani ha una struttura differente rispetto a quella dei tessuti malati. I medici che riconoscono questi studi scelgono di intervenire utilizzando alcuni tipi di musica, canti, diapason o campane tibetane come terapia. Floriterpia, omeopatia e terapie magnetiche lavorano proprio sulla vibrazione: inducono nel corpo frequenze che possano riportarlo in armonia.

La maggior parte di noi, nel proprio quotidiano affronta molte situazioni stressanti e difficoltà emotive, che abbassano la frequenza del corpo. Cerca di alzare le frequenze del nostro organismo, ci aiuta a prevenire malattie e vivere nel benessere, migliorando la nostra vita, ma anche quella di chi ci sta accanto: le vibrazioni si diffondono.

Come alzo le frequenze del mio corpo? Provare emozioni positive, cantare, ballare, avere pensieri positivi, vivere in armonia con la natura sono alcune delle pratiche da seguire per lavorare in questa direzione. Sono utili i fiori di bach, i rimedi omeopatici ed altre terapie alternative che lavorano su questi principi. Tecniche come EMDR e Mindfulness aiutano a sciogliere i traumi e ripristinare le corrette frequenze nel corpo. Una pratica che possiamo fare quotidianamente è ascoltare musica a 432 Hz.

Un’altro modo per alzare le frequenze è quello di partecipare ad eventi come quelli che ti descrivo qui.