OLIO ESSENZIALE DI SALVIA SCLAREA: PROPRIETA’, UTILIZZI E TRADIZIONE

L’olio essenziale di  Salvia sclarea è molto legato al mondo femminile. Infatti ha una funzione estrogeno-simile che lo rende utile per tutte le problematiche legate al ciclo, sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista emozionale. Infatti ha una funzione euforizzante che stimola la creatività se usato in diffusione, ma al contempo può essere rilassante e sedativo se utilizzato a livello topico.

Metodi di utilizzo

Può essere assunto per via orale, applicato in modo localizzato oppure utilizzato in diffusione.

PER VIA ORALE: diluire una goccia di olio essenziale in un cucchiaino di miele e assumere a digiuno ogni mattina.

APPLICAZIONE TOPICA: diluire 2 gocce in un cucchiaio di olio vettore e applicare sulla zona interessata

IN DIFFUSIONE: in linea di massima una goccia per metro quadro. Per creare una miscela di oli gradevole si possono aggiungere oli agrumati, cipresso, geranio o sandalo. Valutare la quantità di gocce in base alla miscela scelta.

Proprietà

L’olio essenziale di Salvia Sclarea è indicato per

  • spasmi, fatica nervosa
  • menopausa, pre-menopausa
  • euforizzante (favorise la creatività)
  • rilassante, sedativo
  • utile per pelle e capelli

Sulla base di queste caratteristiche può essere utilizzato per

  • cicli irregolari e dolorosi: assunzione orale e applicazione topica, in questo caso sull’addome
  • spasmi collegati alle vie aeree superiori (tosse, asma): fare dei suffumi diluendo una goccia di olio essenziale
  • eccessiva sudorazione in menopausa: assumere per via orale 1 goccia diluita in olio di enotera
  • cattiva circolazione sanguigna: applicazione topica nelle zone interessate
  • per effetto euforizzante: diffondere nell’ambiente
  • in caso di acne, foruncoli e invecchiamento cutaneo: applicare topicamente
  • per i capelli: aggiungere allo shampoo in caso di forfora e seborrea del cuoio capelluto

La salvia nell’antichità

Il nome salvia potrebbe derivare dal greco “sozo” e “bios” (capace di salvare la vita).

La pianta viene associata a Zeus (Giove) poiché la capra Amaltea fosse solita allattare il dio presso una pianta di salvia. I greci la omaggiavano per questo al dio.

In Egitto era utilizzata per favorire il concepimento.

Gli antichi romani sostenevano che la salvia trattenesse ciò che era stato concepito e lo vivificasse. Per fare questo però era necessario praticare rituali con tuniche bianche, purificarsi e offrire un sacrificio.

Per i druidi aveva addirittura il potere di far resuscitare i morti, di permettere la comunicazione con l’aldilà e di predire il futuro. La salvia diventa così pianta sciamanica, utilizzata per trascendere la condizione umana.

I Greci praticavano la “botanomanteia” utilizzando questa pianta,  scrivendo il nome del richiedente sulla foglia di salvia e la domanda precisa. Si prediceva il futuro esponendola all’aria e vedendo come le foglie si sarebbero mosse.

Olio essenziale e chakra

La Salvia Sclarea stimola la creatività e in questo può essere ricollegata al chakra della gola, essendo il suo olio estratto da fiori e foglie (parti aeree della pianta). Considerate le sue proprietà utili a lavorae sul sistema ormonale femminile, può essere eventualmente utilizzata anche per lavorare sul secondo chakra (sebbene siano più adatti  gli oli essenziali agrumati che ben si abbinano alla Salvia Sclarea)

Controindicazioni

Non utilizzare in caso di mastosi. Non va assunta con alcol o con sostanze che contengano ferro. Utilizzare per brevi periodi. Evitare durante l’allattamento. Sconsigliata ai bambini.


DETOX ED EMOZIONI

Le tossine che si accumulano nel nostro corpo derivano sì dall’alimentazione e dallo stile di vita, ma anche dai nostri stati interiori. I pensieri che facciamo (60 mila al giorno) e le emozioni che proviamo producono sostanze chimiche nel nostro corpo che possono contribuire all’intossicazione.


Nella medicina tradizionale cinese (ma anche in altre tradizioni) le emozioni sono collegate agli organi: il fegato alla rabbia, il cuore alla gioia, i reni alla paura, i polmoni alla tristezza, ecc…. Ogni volta che siamo in uno di questi stati andiamo a coinvolgere l’organo corrispondente.
Quando le nostre emozioni e i pensieri agganciati ad esse sono negativi, il nostro corpo registrerà un aumento di tossine in corrispondenza dell’organo ad esse associati, con conseguente aumento dell’acidosi.

Ecco perché in un percorso detox è importante tenere presente non soltanto le condizioni fisiche, ma anche quelle emotive. Quando le nostre emozioni sono in equilibrio e riusciamo a viverle e a lasciarle scorrere senza soffermarci, anche nel nostro organismo tutto fluisce meglio.
Le emozioni sono infatti collegate all’acqua quindi lavorare su di esse si ci aiuta a drenare l’organismo. Come fare? L’ideale è fare un lavoro congiunto sulla mente e sul corpo, ma anche l’intervento su una delle due parti darà i suoi frutti e aiuterà ad alleggerire il carico di tossine.

Trattamenti corpo

  • linfodrenaggio
  • riflessologia
    • plantare (in particolare il trattamento collegato all’elemento Acqua)
    • facciale
    • auricologia
  • massaggio Lemniskate
  • massaggio Californiano
  • percorso detox
  • Fiori di Bach

Tecniche per alleggerire lo spirito

  • Theta Healing
  • Reiki
  • Campane tibetane
  • Fiori di Bach

Lasciar fluire

Siamo unità di corpo, mente e spirito. Tutto ciò che accade alla mente accade al corpo e viceversa. Lasciar fluire, fare in modo che nulla si soffermi troppo a lungo da intossicarci fisicamente e mentalmente è fondamentale per evitare l’eccessivo accumulo di tossine.

Alcalinizzare il corpo

Il ph nel corpo

L’organismo per funzionare bene, deve mantenere in equilibrio il ph, che si aggira intorno a 7.39 (il ph va da 0, valore acido, a 14, valore basico) quindi leggermente basico. Molte delle funzioni che servono per tenerci in vita generano acidità, che in situazioni di benessere viene neutralizzata.

Questo equilibrio può essere alterato da una serie di fattori quali:

  • stress
  • consumo di alcol e sigarette
  • farmaci
  • inquinamento ambientale
Consulenza alimentare
consigli alimentari

Conseguenze dell’alterazione del ph

L’acidità del corpo viene tamponata dal sangue e dagli organi attraverso i minerali. Fino a quando c’è equilibrio, questo avviene senza conseguenze. Quando le scorie aumentano in modo eccessivo, si rischia che il processo di alcalinizzazione sia così impegnativo da richiedere ad organi e sangue un lavoro di tamponamento eccessivo, con conseguente demineralizzazione.

Come alcalinizzare il corpo

Come ovviare a questo squilibrio? Favorendo l’alcalinizzazione del corpo con questi metodi:

  • alimentazione basificante
  • attività fisico
  • respirazione corretta
  • idratazione del corpo
  • integrazione di minerali
  • massaggio
benessere
benessere e salute

Sono tutte indicazioni che ci permettono di ridurre le tossine prodotte dal metabolismo, ma anche di drenarle via più facilmente. Questo favorirà il benessere generale del corpo e il livello di energia.

PERCORSI DI ALIMENTAZIONE

La consulenza alimentare naturopatica è lontana dai protocolli fissi. Ciascuno di noi è irrepetibile nella propria unità di corpo, mente e spirito quindi anche la consulenza alimentare deve rispettare questa unicità.

Per ciascuno di noi cambiano i ritmi di vita, le abitudini alimentari acquisite nel tempo, l’atteggiamento psicologico rispetto al cibo, le dinamiche familiari e sociali (strettamente connesse all’alimentazione). Il cambiamento che si cerca di introdurre nella quotidianità con la consulenza alimentare andrà considerato in base al singolo soggetto e a quella che è la sua realtà di partenza. Il cambiamento quindi non sarà un percorso drastico, ma un graduale adattamento e miglioramento della abitudini alimentari del singolo soggetto.

Percorsi: perché?

Perché parlare di percorsi? Perché una singola consulenza può essere di aiuto, ma un vero e proprio percorso permette di integrare i cambiamenti in modo stabile andando sempre più in profondità e accrescendo i risultati.

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Gli obiettivi di un percorso alimentare

  • impostare un’alimentazione sana e corretta
  • recuperare il peso forma
  • ripristinare livelli metabolici funzionali (accelerare o decelerare il metabolismo)
  • recuperare un equilibrio alimentare e di peso corporeo
  • ripristinare un buon rapporto psicologico con il cibo
  • introdurre abitudini salutari
  • portare cambiamenti stabili

I risultati stabili si ottengono gradualmente. Per questo si parla di percorso. I cambiamenti introdotti nella quotidianità del soggetto devono essere inseriti un passo alla volta e armonizzati con la realtà quotidiana del soggetto.

Il cambiamento richiede energia

Intraprendere un percorso alimentare salutare significa portare un cambiamento nella propria vita e nel proprio stile di vita. Il cambiamento richiede energia. Per questo è importante viverlo come un cammino, passo dopo passo, senza portare stravolgimenti troppo radicali che comporterebbero un eccessivo distanziamento dalla zona comfort.

Per una consulenza alimentare personalizzata contattami qui.

Sport e naturopatia: proteine animali o vegetali?

Le proteine sono i mattoni fondamentali del nostro organismo. Sono coinvolte in diversi processi fondamentali quali:

  • riparazione di ossa e tessuti
  • lo sviluppo muscolare
  • la produzione di enzimi

A prescindere dall’attività fisica moderata, intensa, agnonistica la scelta delle proteine da portare in tavola va sempre fatta con attenzione. Andiamo ad analizzare pro e contro delle due scelte.

Proteine animali

Le proteine animali sono considerate “nobili” perché contengono al loro interno tutti gli aminoacidi essenziali che il nostro organismo non riesce a produrre da solo e che deve introdurre con l’alimentazione (sono fonti di amminoacidi essenziali anche quinoa e grano saraceno).

Va considerato, però, il processo digestivo. Il nostro organismo impiega da 1 a 2 ore nel digerire le proteine animali, assimilando il 40% degli amminoacidi e producendo 60% di scarti metabolici azotati che fegato e reni con conseguente rischio di sovraccarico di questi organi emuntori. Un accumulo eccessivo di composti azotati può produce infiammazione nel corpo che si traduce in disagi di vario tipo, tra cui quelle osteo-articolari, acerrime nemiche degli sportivi, perchè inficiano l’attività e la resa.

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Proteine vegetali

Le principali fonti sono i legumi (ma sono contenute in parte anche nei cereali e nei semi oleosi).  Rispetto alle proteine animali non contengono tutti gli aminoacidi essenziali, ma questo problema può essere ovviato  da un’alimentazione bilanciata, in cui vengono integrati nelle giuste quantità legumi, cereali integrali e semi. Indispensabile, sempre, per un’alimentazione salutare, integrare frutta e verdura in porzioni abbondanti nella propria routine alimentare quotidiana.

Per chi si orienta verso una scelta vegetariana, il vantaggio sta nella minore difficoltà digestiva e nella riduzione di carico sugli organi emuntori. Inoltre le fibre contenute nelle proteine di origine vegetale favoriscono un ottimo transito intestinale e aiutano a mantenere quest’organo centrale in equilibrio.

A meno di scelte di vita, regimi dietetici temporanei o problematiche di salute, è bene optare per una dieta varia, bilanciando bene gli alimenti.

PS. I contenuti di questo articolo sono illustrativi e non si sostituiscono al parere medico.

Il Burlesque come forma di crescita personale: intervista a Carmilla Lux alias Mara Scagli

Ciao Mara, raccontaci di te…

Ciao, sono Carmilla Lux, alter-ego dell’umana Mara Scagli. Sono un personaggio del pluriforme e variopinto mondo del Burlesque. Gli artisti che vi accedono, decidono di abbandonare i panni (in questo caso in maniera letterale!) dell’etichetta sociale, per addentrarsi in un Regno sconfinato. Qui è (quasi) tutto concesso. Certo, ci sono regole da rispettare, ma che hanno altri parametri. Il mondo del Burlesque è creato e ampliato dalla fantasia dei suoi abitanti: ogni volta che l’artista crea, si espandono i suoi confini e questo Regno assume una nuova conformazione. 

Che cos’è il Burlesque? Raccontaci qualcosa di più

È un genere di spettacolo che si dice sia nato nell’Inghilterra Vittoriana; altri autorevoli pareri ne concepiscono le origini ancora più indietro nel tempo, ossia contemporaneamente al Vaudeville di fine XVIII secolo. Il Burlesque, comunque, si sviluppa autonomamente, raggiungendo sue peculiarità per determinarsi come genere: canzoni maliziose e satiriche, balletti e un velato pizzico di erotismo scherzoso, la cui ironia si riversava contro la classe dirigente. Durante gli anni della cosiddetta Golden Age, tra gli anni ’40 e ’50, lo spettacolo diventa soprattutto un genere di intrattenimento intrigante e sensuale, sempre provocante e talvolta provocatorio dove la nudità (mai integrale) si oppone al grigiore dell’etichetta e della quotidianità per trasportare lo spettatore al di fuori della propria monotonia, seppur per pochi minuti.

Negli anni ’60 quasi scompare: è un genere troppo leggero, delicato e il mondo, per affrontare la nuova Era che avanza, ha bisogno di tinte decisamente più forti. Quando il Burlesque, dopo circa trent’anni di assenza, negli anni ‘90 si riaffaccia sotto forma di neo-Burlesque negli Stati Uniti (in Italia abbiamo dovuto aspettare ancora un decennio), ha acquisito però anche un nuovo aspetto. Le nuove mode e costumi sociali lo hanno naturalmente influenzato; di fatto diventa un’arte che guarda alla Terra e la commenta, la celebra, ne fa la parodia. Perché, in tutti i suoi aspetti variegati, questo fa l’arte: trasforma in bellezza la Natura. E non mi riferisco solo alla bellezza sensibile, ma uso questa parola in un senso più ampio di virtù e sincerità. Il Burlesque è quindi sia una disciplina che ci piace definire “vintage”, sia incredibilmente contemporanea.

Il Burlesque può aiutarci nella nostra crescita personale?

Oggi si parla di Burlesque anche come di “Burlesque terapia” ossia un percorso non necessariamente professionale che attraverso quest’arte aiuta chi lo percorre a migliorare la propria autostima e, attraverso questa, la propria qualità della vita. Infatti sono molteplici i motivi che portano una persona ad iscriversi ad un corso di questo tipo. Quasi sempre quello che accomuna le persone che si approcciano ad un laboratorio di Burlesque, è la ricerca di un contatto più intimo con se stessi, un modo per esplorare aspetti sopiti o mai maturati della propria personalità. Intanto, come traspare da ciò che ho detto prima, ironia e sensualità sono i due aspetti peculiari del Burlesque… E un loro studio approfondito incide notevolmente anche sulla percezione di noi stessi. Inoltre, se dovessi descrivere il burlesque con una parola, probabilmente userei “Teasing” (letteralmente “stuzzicare, provocare”). Questo perché la provocazione prevede il prendersi il rischio di un’azione che si riversa su un’altra persona (o su un’intera platea), aiutando chi la compie a forare la sfera di eccesiva timidezza e pudore che la circonda e dandole la possibilità di lasciarsi guardare. Ci vuole coraggio, bisogna prendersi il rischio, e secondo me è anche una bella metafora del modo di affrontare la vita. 

 5 motivi per iscriversi a un corso di Burlesque

Come sempre quando ci si affaccia alla soglia dell’arte bisogna capire se si vuole affrontare questo percorso con l’obbiettivo di crescita personale o professionale. Prendendo in considerazione solo il primo caso, direi:

Imparare ad amare e ad accettare il proprio corpo perché il motto è “ogni corpo è Burlesque”. Non esiste un modello al quale doversi assoggettare, perché ogni corpo va celebrato in quanto tempio sacro di noi stessi.

– intraprendere un’attività che richiede disciplina, tonicità, eleganza, armoniosità, ascolto e pazienza e quindi lavorare su tali aspetti.

– sviluppare e presentare al mondo la “migliore forma di sé”, estetica e comportamentale qualunque essa sia.

– lavorare sulla “presenza”, scenica, ma anche nella vita di tutti i giorni; imparar a sostenere lo sguardo, e a lasciarsi guardare godendone, a “lasciarsi andare” pur restando vigili.

– espandere i propri rapporti interpersonali: le amicizie che ho visto nascere e consolidarsi in questi anni le ho sempre percepite come autentiche e importanti.

Si può iniziare anche adesso, stando a casa?

Stiamo parlando di un’arte dello spettacolo, per antonomasia quanto più di effimero e legato al presente. È un’arte che si pone in essere con l’azione, determinante è la presenza degli altri. Non si può a mio avviso parlare di arte senza queste condizioni… Però se si è interessati a intraprendere questo percorso ci si può documentare in attesa di iniziarlo, che è sempre il modo migliore secondo me. Libri, film, documentari, e soprattutto visione di spettacoli che grazie al web trovate a migliaia. D’altronde il tempo è sempre un prezioso alleato per la crescita personale e artistica.

Perché scegliere una seduta di riflessologia plantare

La riflessologia plantare affonda le sue radici nella notte dei tempi. Il massaggio del piede era noto già nell’antichità, se ne trova testimonianza già ai tempi delle piramidi. (Per un approfondimento clicca qui

Come funziona la riflessologia plantare

Sul piede è riflesso tutto il nostro organismo. Stimolando il piede si innescano dei circuiti nervosi  che inducono un processo di riequilibrio della parte stimolata per riflesso. In questo modo il trattamento è indiretto e può essere applicato in molte casistiche dove sarebbe impossibile o sconsigliato intervenire direttamente, ad esempio nel trattamento degli organi interni o di zone muscolari e articolari infiammate.

A cosa serve la riflessologia plantare

Ma a cosa serve la riflessogia plantare? Le sue applicazioni sono molteplici. Ti faccio alcuni esempi:

  • mal di testa
  • mal di schiena
  • ansia, stress, insonnia
  • regolarizzare il ciclo
  • accompagnare alla menopausa
  • allergie
  • detossinazione e drenaggio

Quando scegliere un trattamento di riflessologia

La riflessologia plantare è  un trattamento irrinunciabile quando il sovraccarico di stress ci sta attanagliando. La sua azione sul sistema nervoso è sedativa e rilassante e favorisce la riduzione di stati d’ansia e insonnia.

Molto utile anche nel periodo della menopausa. Intervenendo sull’equilibrio ormonale aiuta questa importante fase di transizione nella vita di una donna.

Molto interessante anche l’applicazione nel sostegno alle problematiche allergiche, dove il lavoro con la riflessologia aiuta a ripristinare un buon funzionamento del sistema immunitario.

Spesso si accompagna a percorsi di alimentazione volti a ripristinare il peso forma, in quanto favorisce il drenaggio degli organi emuntori, fondamentale per detossinare l’organismo e favorire il ritorno al peso forma.

Le applicazioni sono molteplici. Si può scegliere di optare per una singola seduta per un momento di relax oppure impostare un vero e proprio percorso con uno scopo specifico. 

Riflessologia plantare e risultati

La riflessologia ha lo scopo di ripristinare un equilibrio funzionale nell’organismo, per cui un percorso di questo tipo preserva la nostra salute e il nostro benessere a lungo.

Narciso: mito, psicologia, simbologia, proprietà fitoterapiche

Sempre più spesso si sente parlare di narcisismo. Andiamo a scoprire di più sul fiore da cui è stato coniato questo termine. 

Il mito

Celebre la leggenda di Narciso narrata da Ovidio: il giovane di bell’aspetto che si innamorò della sua stessa immagine riflessa e si consumò nel rimirarla.

Narciso non era capace di rivolgere amore verso nessuno, tant’era forte l’amore per se stesso. Questo suo atteggiamento lo portava a compiere gesti spietati e ad utilizzare gli altri per i propri scopi.

Un giorno accadde che si innamorò di lui la ninfa Eco, condannata da Era a ripetere sempre le ultime parole dei discorsi. La ninfa l’aveva intrattenuta e distratta allo scopo di coprire i tradimenti di Zeus e per questo era stata punita. Quando incontrò il giovane Narciso, non potendo rivolgergli la parola, la bella Eco protese le sue braccia verso di lui con teneri intenti, ma venne rifiutata. Spinta dalla vergogna si rintanò nel folto del bosco con l’unico pensiero del suo amato e lì, dimentica di se stessa, si consumò fino alla morte. Di lei non restò che la sua voce nel vento.

Gli dei decisero di punire Narciso per la sua arroganza e freddezza inviando Nemesi, dea della vendetta, che lancio su di lui un maleficio che lo fece innamorare della sua immagine riflessa nello specchio dell’acqua.

Il giovane, con il  cuore colmo d’amore, si affannava a cercare di abbracciare, accarezzare, toccare quello splendida illusione della propria immagine, ovviamente senza successo. Anche lui si dimenticò di se stesso e perì di stenti. Narra la leggenda che quando le Naiadi e le Driadi andarono a recuperare il suo corpo per la pira funebre, trovarono al suo posto il fiore che oggi porta il suo nome.

Psicologia

Da questo triste mito, nasce il termine psicologico Narcisismo.

Con questo termine si indicano la tendenza e l’atteggiamento psicologico dell’individuo a fare di sé stesso, della propria persona, delle proprie qualità fisiche e intellettuali, il centro esclusivo e più importante del proprio interesse e l’oggetto un ammirato autocompiacimento.
Il narcisista resta più o meno indifferente agli altri, di cui ignora o disprezza il valore e le opere.
Il termine fu coniato dallo psichiatra tedesco H. Ellis (1859-1939) nel 1898 in ambito sessuologico e indicava un atteggiamento patologico della vita sessuale, per cui il soggetto gode nell’ammirare il proprio corpo, cioè tratta il proprio corpo come oggetto sessuale, come fonte di desiderio e di piacere, come il giovanetto Narciso nel mito greco.

Attualmente, in psichiatria, è classificato tra i disturbi di personalità (disturbo narcisistico di personalità) e si caratterizza per la tendenza del soggetto a esagerare le proprie capacità e i propri talenti, ad essere costantemente assorbito da fantasie di successo illimitato e a manifestare un bisogno quasi esibizionistico di attenzione e di ammirazione. Incapaci di riconoscere e percepire i sentimenti degli altri, tendono a sfruttare il prossimo per raggiungere i propri scopi o per poter ingrandire sé stesse.

Significato del fiore

Gli antichi romani lo consideravano il simbolo dell’aldilà e avevano l’usanza di piantarli sulle tombe dei defunti.
Nella cultura celtica era simbolo di purezza. Si riteneva che il Narciso fosse capace di assorbire i pensieri negativi e malvagi di tutta l’umanità. Questo spiegava perché nel tempo fosse diventato un fiore velenoso.
Nell’antica cultura ebraica è associato alle caratteristiche di bellezza e fertilità della donna.
Nell’iconografia cristiana è simbolo della rinascita dopo la morte associato poi alla Pasqua.
In Cina è simbolo di fortuna e prosperità per l’anno nuovo, poiché la sua fioritura corrisponde proprio al periodo del Capodanno cinese. E’ un regalo molto gradito nel caso di un nuovo lavoro o se si sta cercando di avere più fortuna nella vita.

Proprietà

Il Narciso ha proprietà analgesiche, antispasmodiche, emetiche, anticonvulsive, febbrifughe e antipiretiche. Il fiore e il bulbo, ancora, servono anche per il trattamento di ascessi, mastiti, foruncoli. Attualmente manca una letteratura scientifica che dia ulteriori certezze riguardo alle sue proprietà, a parte la tossicità della narcisina.


Theta Healing: cambia le tue frequenze per cambiare la tua vita

Il Theta Healing è una tecnica energetica ideata da Vianna Stibal, naturopata e sensitiva americana. Attraverso questo metodo è possibile individuare e rimuovere quelli che sono gli schemi limitanti o sabotanti che ci limitano nella massima realizzazione della nostra vita.

I presupposti

Noi siamo i creatori del nostro mondo: questo è l’assunto fondamentale. Costruiamo la nostra realtà attraverso il filtro della mente e di tutti gli schemi appresi da essa. “Perfetto!”, penserai, “mi basta pensare una cosa e la attiro nella mia vita”. È vero soltanto in parte. Siamo coscienti soltanto del 5% della nostra mente, mentre il restante 95% resta nell’ombra dell’inconscio, dove si annidano gli schemi sabotanti che ci ostacolano verso la realizzazione dell’obiettivo.
Attraverso test chinesiologici andremo ad individuare gli schemi sabotanti e ad intervenire attraverso il lavoro in Theta.

A cosa si può applicare il Theta Healing?

Il Theta Healing ha una vastissima declinazione e possibilità di applicazione. In qualsiasi settore della tua vita incontri ostacoli alla tua realizzazione il Theta Healing può aiutarti a rimuoverli per andare verso la tua massima realizzazione.
Ecco alcuni possibili ambiti di applicazione:

  • lavoro
  • denaro
  • salute
  • relazioni
  • sport
  • alimentazione e problemi con il peso forma

Le onde Theta

Le onde Theta sono quelle del sonno REM, sono estremamente rilassanti, ma soprattutto sono le frequenze con cui abbiamo più probabilità di concretizzare le manifestazioni nella nostra vita. Aumentano le possibilità di attirare ciò che stiamo desiderando e allo stesso tempo si creano le condizioni attraverso cui possiamo intervenire sulle convinzioni sabotanti.

Come funziona

L’operatore attua quello che si definisce un processo di scavo: attraverso il test chinesiologico va ad individuare gli schemi sabotanti che ostacolano la tua realizzazione. Successivamente si applica la tecnica vera e propria per andare a rimuoverli e sostituirli con programmi funzionali al tuo benessere e al raggiungimento dei tuoi obiettivi. Tutto questo sempre nel massimo rispetto del libero arbitrio: ogni volta l’operatore chiede al cliente l’autorizzazione ad effettuare questi cambiamenti.

Trasformare la tua mente nel tuo migliore alleato

Attraverso il Theta Healing e gli inteventi sui pardigmi inconsci sabotanti, la tua mente, la creatrice del tuo mondo, si trasformerà, passando dalla tua peggior nemica alla tua migliore amica e alleata per la tua realizzazione.

Detossinazione: che cos’è, come funziona e perché è importante

La detossinazione è il processo attraverso cui andiamo a liberarci di scorie e tossine accumulate nell’organismo

La vita quotidiana ci espone a tutta una serie di agenti inquinanti: l’aria carica di smog, cibi trattati chimicamente con pesticidi o altri prodotti tossici, prodotti per la cura della casa e del corpo con agenti chimici, situazioni stressogene che aumentano il flusso di pensieri negativi.

Tutti questi fattori e molti altri producono un accumulo di tossine nel nostro organismo che vanno a sovraccaricare i nostri organi interni. Ogni volta che le sostanze tossiche entrano nel nostro organismo attraverso l’alimentazione, la respirazione, i prodotti cosmetici, ecc… entrano in gioco i nostri organi emuntori.

Gli organi emuntori: quali sono e quale ruolo svolgono

Gli emuntori si dividono in primari e secondari.

Emuntori primari

  • fegato-cistifellea
  • intestino
  • rene

Sono loro gli attori della detossinazione: hanno il compito, infatti, di espellere le sostanze nocive per il nostro organismo. Quando il sovraccarico di tossine si fa eccessivo, questi organi incontrano difficoltà nello svolgere la loro funzione.
Quando raggiungono il livello di saturazione, intervengono gli emuntori secondari.

Gli emuntori secondari

  • polmoni
  • ghiandole lacrimali
  • ghiandole salivari
  • ghiandole sebacee
  • ghiandole sudoripare

Problemi respiratori, eccessiva salivazione, sudore acre, acne ecc… sono tutti sintomi di un organismo in sovraccarico di tossine. 

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Come funziona il lavoro di detossinazione

Una buona detossinazione prevede l’impostazione di un’alimentazione sana ed equilibrata e possibilmente personalizzata, la frequentazione di sauna e bagno turco per aumentare la sudorazione, sedute di grotta di sale per lavorare sui polmoni, attività sportiva per espellere tossine attraverso il sudore, ma anche per scaricare la tensione, yoga per riequilibrare lo stato psico-fisico-emotivo, meditazione e tecniche energetiche (es. reiki) per favorire il drenaggio dei pensieri, massaggi e riflessologie per favorire il drenaggio fisico.

La detossinazione è un lavoro che va svolto sia a livello fisico che psichico-spirituale: i pensieri e le emozioni producono reazioni neurochimiche nel nostro organismo, aumentando o diminuendo il nostro livello di intossicazione a seconda dell’aumento o riduzione degli stati stressogeni. 


Questi sono i suggerimenti generici rispetto al processo di detossinazione da mettere in atto. Andranno poi declinati e adattati al singolo soggetto in base alla sua predisposizione innata alle sue caratteristiche, che in naturopatia vengono definite di “terreno”.
Per questo è importante rivolgersi ad un professionista per scegliere la metodologia che meglio si adatta alle nostre esigenze e al nostro organismo.

Perché svolgere un lavoro di detossinazione

Rilasciare tossine dall’organismo porta una serie di benefici:

  • attiva il metabolismo
  • ci libera dalle scorie in eccesso
  • riduce il rischio di malattie e aumenta la conservazione dello stato di salute
  • rende maggiormente efficaci gli interventi finalizzati riportare equilibrio (consigli erboristici, floriterapici, ecc…)